Sostenibilità invisibile

Sostenibilità sociale · Persone

C’è una parte della sostenibilità che è molto difficile fotografare. Eppure può determinare il futuro di un’impresa: la qualità delle relazioni tra le persone.

C’è una parte della sostenibilità sociale in azienda che è molto difficile fotografare perché non compare sui tetti degli stabilimenti, non si misura in chilowattora e non entra facilmente in una tabella.

Eppure può determinare molto più di tanti indicatori il futuro di un’impresa: è la qualità delle relazioni tra le persone.

Uno dei grandi temi non solo della sostenibilità, ma in generale delle aziende, è il clima e le relazioni di fiducia tra le persone perché senza fiducia, collaborazione e rispetto reciproco, nessun cambiamento è realmente duraturo.

Sembra quasi troppo semplice. In realtà è uno degli aspetti più complessi della sostenibilità aziendale.

Possiamo avere un’azienda ambientalmente virtuosa e umanamente insostenibile

Immaginiamo questa azienda

Fotovoltaico, illuminazione LED, raccolta differenziata, packaging riciclato e una flotta progressivamente elettrificata.

Poi entriamo negli uffici.

Le persone non si parlano, gli errori vengono puniti ma i risultati non vengono riconosciuti, le informazioni vengono utilizzate come forma di potere, le persone hanno paura di esprimere un’opinione diversa.

Possiamo definirla sostenibile?

È una domanda meno banale di quanto sembri perché la sostenibilità ambientale, per quanto importante, non può diventare un alibi per ignorare quella sociale.

Senza fiducia, collaborazione e rispetto reciproco, nessun cambiamento è realmente duraturo.

La sostenibilità sociale in azienda parte dalle persone

Nell’area della responsabilità sociale c’è una cosa che dico da anni: mi piacerebbe che smettessimo di usare il termine “dipendenti” e usassimo semplicemente “persone”.

E non è soltanto una questione terminologica.

Dipendente

Una posizione

Identifica una posizione contrattuale e organizzativa.

Persona

Molto di più

Competenze, aspettative, emozioni, fragilità, idee, relazioni e una vita che non termina quando viene timbrato il cartellino o il badge.

Questo è collegato esplicitamente a una concezione della sostenibilità che supera l’idea delle persone come semplici risorse produttive da ottimizzare.

L’organizzazione sostenibile dovrebbe costruire contesti nei quali sia possibile crescere, esprimersi ed essere parte di qualcosa dotato di significato.

È un passaggio culturale enorme.

È anche un principio coerente con il modo in cui Ustainable interpreta la sostenibilità : ambiente, territorio e persone devono poter crescere in equilibrio.

Per decenni abbiamo utilizzato tranquillamente l’espressione “risorse umane”. Ma una persona non è una materia prima e soprattutto non è infinitamente sostituibile.

Il clima aziendale ha conseguenze economiche

A volte il benessere organizzativo viene presentato come qualcosa di soft, qualcosa che viene dopo le cose serie: prima altro, poi, se rimane tempo, clima aziendale.

Sto chiaramente e volutamente generalizzando.

Ma il clima aziendale produce conseguenze estremamente concrete.

01
Una persona che non si sente ascoltata smette progressivamente di proporre idee.
02
Una persona che non si sente riconosciuta può iniziare a cercare altrove.
03
Un gruppo che non si fida riduce la collaborazione.
04
Un responsabile incapace di comunicare può generare conflitti che diventano inefficienze.
05
Una cultura organizzativa aggressiva può aumentare turnover, assenteismo e difficoltà di attrazione.

Il clima quindi non è semplicemente “stare bene”: è una condizione che influenza la capacità dell’organizzazione di funzionare.

Anche l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro evidenzia come una comunicazione inefficace, la mancanza di supporto, il coinvolgimento insufficiente nelle decisioni e un cattivo contesto sociale possano generare rischi psicosociali e conseguenze negative sia per le persone sia per l’organizzazione. Approfondisci sul sito EU-OSHA .

Anche le parole sono sostenibilità

Anche le parole hanno il loro peso nella sostenibilità e nella sostenibilità sociale in azienda.

La mia proposta estremamente concreta è introdurre procedure contro linguaggi discriminatori e comportamenti comunicativi incompatibili con i valori aziendali.

Battute offensive.

Stereotipi.

Commenti denigratori.

Linguaggi discriminatori.

Possono sembrare piccoli episodi a chi li utilizza, ma possono produrre esclusione, disagio e conflitto.

Per questo momenti di condivisione e formazione sono utili, per non dire necessari, per lavorare sulla cultura del rispetto e della gestione delle persone.

La sostenibilità sociale comincia anche dal modo in cui ci parliamo e, a volte, il primo investimento consiste nell’imparare ad ascoltare.

Il cambiamento nasce anche dai comportamenti quotidiani

Forse siamo abituati ad associare la sostenibilità a grandi cose, grandi investimenti, dimenticando che una parte enorme del cambiamento nasce da comportamenti quotidiani.

E tutto parte dalla consapevolezza, il vero punto di svolta di qualsiasi percorso di sostenibilità.

Le procedure possono imporre comportamenti. La consapevolezza può cambiarli.

Sostenibilità invisibile

Se vogliamo costruire imprese capaci di durare, forse dovremmo iniziare proprio da qui: dalla qualità delle relazioni che costruiamo ogni giorno mentre lavoriamo.