La comunicazione della sostenibilità rischia di avere un problema: ne parliamo continuamente, ovunque e in qualsiasi contesto. Forse è proprio il modo in cui la raccontiamo che sta facendo perdere forza al suo significato.
La sostenibilità ha stancato.
C’è un problema con la sostenibilità che raramente chi se ne occupa professionalmente ha il coraggio di ammettere: a molte persone la sostenibilità ha semplicemente stancato.
Non necessariamente perché non ne condividano i principi. Non perché siano improvvisamente diventate insensibili al cambiamento climatico, all’inquinamento, alle condizioni di lavoro o al futuro delle prossime generazioni.
Più semplicemente, perché ne sentono parlare continuamente. Ovunque. Dalla biro al condominio.
Quando la comunicazione della sostenibilità perde significato
La sostenibilità è entrata ovunque. Tutto è diventato green, responsabile, sostenibile, inclusivo, circolare.
Quando una parola viene utilizzata per descrivere praticamente tutto, corre un rischio molto semplice: smettere di significare qualcosa.
Quando tutto viene presentato come sostenibile, diventa sempre più difficile capire che cosa lo sia davvero. E da qui nascono dubbio, diffidenza e perfino fastidio.
Forse il problema non è la sostenibilità. Forse è il modo in cui abbiamo imparato a raccontarla.
Rendere la sostenibilità comprensibile, concreta e utile
Negli ultimi anni abbiamo dedicato moltissime energie a spiegare alle imprese che devono diventare più sostenibili.
Abbiamo parlato di ambiente, emissioni, energia, diversità, governance, economia circolare e responsabilità sociale. Tutto corretto.
Ma forse abbiamo dedicato molto meno tempo a una domanda più semplice: come facciamo a rendere tutto questo comprensibile, concreto e utile?
«Devi occuparti di sostenibilità perché lo chiede l’Europa.»
L’impresa rischia di interpretarla semplicemente come un altro adempimento.
problemi e opportunità che l’impresa incontra ogni giorno
La sostenibilità smette di essere un concetto astratto e comincia a diventare parte delle decisioni aziendali.
Anche dire che dobbiamo occuparcene perché dobbiamo «salvare il pianeta» può essere condivisibile, ma rischia di apparire molto lontano dai problemi che un’impresa deve affrontare domani mattina.
La comunicazione della sostenibilità cambia completamente quando iniziamo invece a parlare di ciò che riguarda concretamente l’organizzazione.
A quel punto la sostenibilità smette di essere qualcosa di astratto e diventa qualcosa di molto più vicino alla realtà dell’impresa.
La sostenibilità non è una patente morale
Probabilmente dobbiamo anche recuperare il significato originario della parola.
Sostenibilità non significa essere perfetti.
L’abbiamo raccontata come se esistessero da una parte le aziende sostenibili e dall’altra quelle non sostenibili. Il famoso bianco o nero.
Ma un’impresa reale difficilmente funziona così.
La sostenibilità dovrebbe essere interpretata molto più come un percorso di miglioramento che come una patente morale.
Un percorso di miglioramento parte da qui.
La sostenibilità vera comincia quando un’organizzazione diventa sufficientemente consapevole da guardarsi dentro senza avere bisogno di raccontarsi migliore di quello che è.
Una comunicazione credibile parte dalla capacità di rendere la sostenibilità concreta, comprensibile e verificabile. È anche il principio alla base dell’approccio Ustainable alla sostenibilità . Sul tema delle informazioni ambientali e della tutela contro il greenwashing puoi approfondire anche le indicazioni della Commissione Europea .
Comunicazione della sostenibilità: meno slogan, più concretezza
Forse, per far tornare interessante la sostenibilità, dobbiamo cambiare anche il modo in cui la comunichiamo.
Meno etichette. Meno slogan. Più capacità di mostrare concretamente cosa cambia nelle organizzazioni e nella vita delle persone.
Smettere di parlarne continuamente.
E iniziare a farla vedere.